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INSIEME AL MONDO PIANGERE RIDERE VIVERE
Museo Civico delle Cappuccine e installazione sitespecific sulla facciata del Comune
Bagnacavallo dal 20 settembre al 15 novembre 2020
LINK MUSEO CIVICO

a cura di Diego Galizzi e Chiara Gatti
organizzazione: Museo Civico delle Cappuccine


«Insieme al mondo, piangere, ridere, vivere». Una grande scritta luminosa al neon scorrerà sulla facciata del Palazzo Comunale di Bagnacavallo, frutto dell’intervento site-specific dell’artista visivo Fabrizio Dusi (classe 1974), dipanando sotto le finestre neoclassiche un messaggio ideale che è anche il titolo della mostra dedicata all’artista milanese allestita nel Museo Civico delle Cappuccine. Sono parole tratte da una poesia di Rosita Vicari (ma curiosamente attribuita per molto tempo a Pablo Neruda), che fanno riflettere sui temi che hanno scosso le coscienze nei giorni della pandemia: il distanziamento tra gli individui imposto dalle necessità degli scorsi mesi e, viceversa, il forte desiderio di tornare ad abbracciarsi, anche solo idealmente.


All’indomani dell’emergenza sanitaria, il progetto artistico curato da Diego Galizzi e Chiara Gatti riporterà l’arte alla sua originaria funzione sociale e pedagogica. Arte come riflesso di un pensiero condiviso. Arte come fonte di stimoli, domande, riflessioni universali. Arte come messaggio e militanza.

Fabrizio Dusi è un autore contemporaneo riconosciuto nel panorama nazionale che ha negli anni lavorato su tematiche legate alla storia collettiva e alla contingenza, dalla Shoah ai migranti, toccando sfumature esistenziali affidate spesso alle parole di grandi scrittori del Novecento.


Oltre all’installazione pubblica Dusi è al centro di un sorprendente percorso espositivo al Museo Civico delle Cappuccine, che si apre col suo celebre ciclo «Bla Bla Bla» in ceramica smaltata, personaggi dai profili pop circondati da bollicine di parole vacue, allegoria di una comunicazione difficile, di un vociare senza senso nel mondo caotico delle relazioni odierne. Altri neon realizzati ad hoc per la mostra, dedicati in questo caso alle geografie toccate dal virus e allontanate fra loro da una politica di frontiere chiuse, si alterneranno a dipinti su coperte isotermiche (allusione al tema degli esuli) con le regioni italiane unite da un destino globale pur nel dramma dell’isolamento.


Nelle sale espositive più piccole trovano posto altri lavori, tra cui una scelta preziosa di ceramiche inedite e di vasi dipinti.